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Struttura Plastica N. 2021A003. Pittoscultura. Opera d’arte dell’artista contemporanea Lucy Oak
Struttura Plastica N. 2021A003. Pittoscultura. Opera d’arte dell’artista contemporanea Lucy Oak
Opera nel Catalogo Ragionato dell’APAC
Archivio Permanente dell’Arte Contemporanea
Scheda Tecnica
- Artista: Lucy Oak
- Titolo: Struttura Plastica
- Tecnica: Mista e Polilattato su Tela
- Dimensioni: 60×50 cm
- Stile / Tipologia: Pittoscultura
- Anno: 2023
- Quotazione: €2.750,00
- Collocazione: Collezione dell’Artista
- Codice Artingout: LA01A006
- Archivio dell’Artista: #2021A003
Opere Registrate e Biografia
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Esposizioni dell’Opera d’Arte
- 2023 Pavia. Palazzo del Broletto, Sala Urban Center. “Passaggi Segreti” (I Edizione) Personale d’Arte. Dal 25 novembre al 6 dicembre.
- 2024 Milano. Showroom ex Ars. “Passaggi Segreti” (II Edizione). Personale d’Arte. Dal 15 aprile al 31 maggio.
Notazione Critica. Opera d’Arte “Struttura Plastica” Archivio 2021A003 – Artista Lucy Oak (1982)
L’opera d’arte “Struttura Plastica” archivio N. 2021A003, appartenente al ciclo “Strutture Plastiche” dell’artista visiva contemporanea Lucy Oak, è una pittoscultura in tecnica mista e polilattato su tela 60×50 cm. Il rilievo critico dell’opera è attestato dalla sua inclusione in due edizioni della mostra personale “Passaggi Segreti”: la prima a Pavia (2023) nella sede istituzionale di Palazzo del Broletto presso le sale dell’Urban Center, e la seconda a Milano (2024) negli spazi dello Showroom dell’ex ARS.
Quest’opera possiamo considerarla come centrale nella nuova narrazione e nel cambio di paradigma proposti da Lucy Oak, la quale, a partire dal 2021, si colloca in modo sempre più deciso tra le nuove avanguardie del XXI secolo. Con questo lavoro l’artista opera una transizione cruciale verso la sua produzione successiva: in Struttura Plastica N. 2021A003 coesistono infatti sia le “sovrastrutture” caratteristiche del ciclo d’appartenenza, sia le prime manifestazioni strutturate degli “attraversamenti” (elementi formali che diverranno noti come “le scale della Oak” all’interno della serie “Passaggi Segreti”).
Dal punto di vista formale, la componente pittorica in tecnica mista ad acrilico e olio, evoca delle imponenti montagne, soggetto iconograficamente caro all’artista. Il gesto pittorico è deciso e dotato della vitalità tipica dell’Action Painting. La stesura del colore avviene attraverso un uso combinato di pennello e spatola. Dal punto di vista cromatico il dipinto è dominato dal grigio di Payne, una scelta operata dall’artista che ha permetto di dotare l’opera di una profonda forza atmosferica, atta a conferire alla composizione un’autonomia monumentale tale da permetterle di “sostenersi da sola” nello spazio visivo.
Su questa superficie pittorica si inserisce la struttura plastica tridimensionale, che offre il titolo dalla serie. Si tratta di un intervento scultoreo in polilattato (PLA), una bioplastica legata alla contemporaneità industriale, tuttavia lavorata a caldo e modellata in modo completamente artigianale, a mano, dall’artista direttamente sulla tela. Tale applicazione scultorea si articola in due precise soluzioni morfologiche: un attraversamento centrale nella porzione inferiore, un passaggio, una scala sospesa, e due strutture filamentose laterali, a destra e a sinistra, che si presentano come intrecci informali sovrapposti alle vette dipinte.
L’adozione del polilattato e la modulazione delle forme plastiche non rispondono unicamente a necessità tecniche o a mere esigenze di flessibilità esecutiva. Le “costruzioni” create dalla Oak si configurano innanzitutto come costrutti teorici e concettuali. Attraverso la plasticità del materiale, l’artista indaga ed esprime la capacità dell’ingegno umano inteso nel suo senso più ampio, sia pratico che intellettuale.
Dove l’attraversamento indica la capacità umana di superare i propri limiti in favore di un benessere condiviso, dall’altra le strutture filamentose informali sono la rappresentazione dell’altra faccia della medaglia. Con esse la Oak riconosce il rischio, tipicamente umano, di creare strutture fini a sé stesse, delle vere e proprie sovrastrutture, indicando così il passaggio dalla sostenibilità dell’essere all’avidità dell’avere.
Mentre l’attraversamento ha un senso logico immediato, e non deturpa il passaggio, anzi si integra con esso, le “sovrastrutture” coprono in modo più deciso la parte dipinta, non sono dotate di senso dal punto di vista condiviso e pertando allontanano l’essere umano dalla natura delle cose.
La ricerca strutturale di Lucy Oak si pone in un’ideale dialogo con i movimenti d’avanguardia della metà del XX secolo, attuandone tuttavia una profonda risemantizzazione concettuale. Dove Lucio Fontana violava la bidimensionalità del supporto attraverso il buco e il taglio per attingere a una dimensione concettuale e virtuale, Lucy Oak compie un percorso inverso ma complementare. Non sottrae materia, ma la addiziona e lo fa in modo decisamente integrato. Il polilattato proietta la tela verso lo spazio reale dello spettatore, trasformando la pittura in un oggetto tridimensionale vivo e cangiante. L’interazione tra fondo pittorico e l’innesto plastico perpetua l’istanza spazialista di superamento del confine dei generi artistici ma lo fa secondo un nuovo paradigma.
L’intreccio filamentoso laterale richiama l’Espressionismo Astratto e il Movimento Informale europeo (da Pollock a Burri), contesti nei quali la materia cessava di essere strumento rappresentativo per farsi essa stessa soggetto. Tuttavia, mentre l’Informale del dopoguerra esprimeva il dramma esistenziale e la lacerazione post-bellica attraverso materiali logori, poveri o combusti (i sacchi e i catrami), la Oak impiega una materia sintetica ma biologica. Il focus si sposta così dall’angoscia esistenziale del passato alla responsabilità ecologica e civile del presente e del futuro.
Lucy Oak dimostra come le sue “strutture plastiche”, caricate di un potente valore metaforico, permettano alle avanguardie del XXI secolo di non rinnegare la tradizione formale, bensì di risemantizzarla e aggiungendo un’area in più nella nuova mappa della storia dell’arte contemporanea, offrendo uno strumento di profonda riflessione filosofica, antropologica ed ecologiCome Citare Questa Fonte.
L’opera d’arte “Struttura Plastica” n. 2021A003 è stata inclusa nel 2026 nel catalogo ragionato dell’Archivio Permanente dell’Arte Contemporanea (APAC).
testo a cura di
Redazione Artingout
14 giugno 2026
come citare questa fonte:
Redazione Artingout (2026)
Lucy Oak. “Struttura Plastica” N 2021A003.
Notazione Critica dell’Opera d’Arte.
https://www.artingout.com/?p=9657, 14 giugno 2026









