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Dietro le quinte (2026). Opera d’arte di Martina Rizzo. Scheda tecnica, quotazione e critica d’arte
Dietro le quinte (2026). Opera d’arte di Martina Rizzo. Scheda tecnica, quotazione e critica d’arte
Opera nel Catalogo Ragionato dell’APAC
Archivio Permanente dell’Arte Contemporanea
- Artista: Martina Rizzo (1975)
- Titolo: Dietro le quinte
- Tecnica: Acrilico e Polimaterico su Tela
- Dimensione: 70×50 cm
- Tipologia: Pittura e Assemblage Materico
- Anno: 2026
- Quotazione: €1.200,00 (info)
- Collocazione: Collezione F. Danieli
- Codice Artingout: MRA01A003
- Archivio Ufficiale: #
Opere Registrate e Biografia
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Notazione Critica del Dipinto “Dietro le Quinte” dell’artista Martina Rizzo
L’opera d’arte “Dietro le quinte” del 2026 di Martina Rizzo, realizzata prevalentemente in tecnica acrilica con inserimenti materici su tela 70x50cm, rappresenta una fusion, operata dall’artista, di diversi approcci stilistici.
L’opera si palesa come un dipinto materico figurativo ad orientamento neo-espressionista, caratterizzato da una sintesi stilistica che fonde alcuni elementi storicizzati con soluzioni tecniche ed espressive contemporanee.
Gli inserimenti di tessuti e le applicazioni plastiche realizzate a mano dall’artista, collocano l’opera d’arte “Dietro le quinte” della Rizzo, nell’ambito delle sperimentazioni figurative contemporanee, nelle quali il confine tra pittura pura, artigianato e assemblage viene deliberatamente superato, anzi, annullato.
L’utilizzo dell’incarnato “antinaturalistico”, dominato dalle tonalità del verde acido, sembra evocare la transizione tra il Fauvismo e l’Espressionismo tedesco. La scelta cromatica assume infatti un valore decisamente emotivo e psicologico. Inoltre, il volto asimmetrico, il prolungamento del setto nasale con l’unione della linea che lo definisce con quella delle sopracciglia, oltre un certo allungamento del collo, rimandano all’opera di Modigliani o, comunque, alle influenze delle sculture africane nell’arte moderna del Primo Novecento.
La scelta cromatica, il gesto pittorico, le linee che compongono la figura, le volute asimmetrie e gli inserimenti materici home made, sono degli elementi che stanno caratterizzando questo periodo produttivo di Martina Rizzo. L’artista si distingue anche per la sua narrativa costante: una fusione tra il soggettivismo psicologico e la necessità di essere parte di un contesto più ampio, relazionale e sociale.
L’opera “Dietro le quinte” appare come un’indagine psicologica sul dualismo tra “l’essere e l’apparire“: la tenda sulla destra del dipinto, partendo dal concetto di quinte teatrali, diviene chiara metafora esistenziale. La figura principale, una donna, sembra volersi sottrarre all’osservazione pubblica come per preservare la propria vera essenza, lontano dai ruoli sociali che si vede costretta a recitare. Questa sorta di “alienazione” è accentuata proprio dalla scelta di dipingere il volto con le tonalità tra il verde acido e il verde lime.
Questo distacco è esaltato da uno sguardo asimmetrico e riflessivo che non incrocia quello dello spettatore. La donna non sta osservando la realtà obiettiva ma la sta pensando, la sta ricostruendo mentalmente. Gli inserimenti polimaterici, in questo senso, superano la loro funzione ornamentale per diventare punti di ancoraggio, le prove dell’esistenza dell’altro da sé, con le proprie esigenze, e di un mondo fatto di oggetti tangibili e di necessità pratiche.
Martina Rizzo utilizza la concretezza della materia come contrappeso alla dimensione alienante dell’interiorità, come se stesse cercando quell’equilibrio necessario tra il sé e il mondo reale.
a cura di
Redazione Artingout
come citare questa fonte bibliografica
Artingout Redazione (2026)
Notazione critica dell’opera d’arte “Dietro le quinte” dell’artista Martina Rizzo.
https://www.artingout.com/?p=9647. Artingout, 03 giugno 2026.









