Fabio Petrelli Artista
Fabio Petrelli – Artista
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Biografia di Fabio Petrelli (Artista Figurativo Contemporaneo)

Fabio Petrelli, artista e storico dell’arte italiano, è nato ad Acquaviva delle Fonti, nella provincia di Bari, nel 1984. Si è laureato all’Accademia di Belle Arti di Roma, nella sezione pittura, per poi laurearsi in storia dell’arte all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, con la tesi “Imago Mortis. La rappresentazione della morte nell’arte contemporanea“. La forte propensione allo studio demo-etno-antropologica e storico-artistico spinge Fabio Petrelli a sondare, sia nella produzione di saggi che in quella pittorica, l’infinito universo simbolico nel quale l’essere umano è il centro indiscusso. Inizia a scrivere e dipingere di rituali religiosi, attingendo in particolare alla cultura del sud Italia e non si lascia sfuggire le intense dicotomie e binomi simbolici che hanno da sempre caratterizzato la vita degli esseri umani. Così Eros e Thanatos (istinto di vita contrapposto a quello di morte), sacro e profano, maschile e femminile, l’antico e il contemporaneao diventano spesso centrali nell’opera pittorica del Petrelli. Ecco allora che appaiono sulle tele dell’artista corpi perturbanti che si architettano e vivono in un mondo pittorico parallelo immerso in colature cromatiche e dissolvenze monocrome.
Fabio Petrelli è un attento sperimentatore e finalmente vediamo un artista contemporaneo in grado di discostarsi con estrema capacità da quell’arte rigidamente estetica, tesa esclusivamente a intonarsi con l’ambiente domestico, che sembra dominare l’ambiente artistico contemporaneo di questi primi due decenni del XXI secolo. Fabio Petrelli è invece un artista che si muove nel presente con un passo già nel futuro dell’arte, ricucendo quello strappo culturale tra un arte fine a se stessa con una vera arte in grado di comunicare allo stesso tempo “se stessa e altro” rimanendo sempre di estrema attualità. L’arte del Petrelli è vigorosa e colma di fascino. Il messaggio che si ricava dall’esperienza artistica è denso di forti suggestioni che traghettano l’osservatore verso sponde inesplorate, un viaggio esperienziale in un universo parallelo che lascia quella sensazione quasi magica di déjà vu.
La strada del Petrelli, come in ogni grande artista, è lastricata di sperimentazioni; pittura, disegno, incisione, fotografia sono medium che Fabio Petrelli ha utilizzato per indagare un mondo ancora tutto da studiare.
Nell’universo artistico del Petrelli possiamo scorgere numerose figure nate dall’incontro tra la capacità di osservazione dell’artista e le suggestione della letteratura folklorica in cui si mescolano forme magico-religione di diversa natura.
Fabio Petrelli ha all’attivo numerose mostre d’arte tra le quali ricordiamo, solo per citarne alcune, nel 2014 “Pittori al Centro” organizzata dal gruppo Artingout nell’area metropolitana di Roma, nel 2013 “Strix. Le ritualità arcaiche nel giorno dei morti” presso la Galleria Campioli di Monterotondo (Roma), “Visioni Contemporanee – Per un’antropologia visiva dei non luoghi” presso la Galleria-Libreria Mondadori a Roma. Nel 2012 “Strix – La rappresentazione delle strega tra arte e cultura popolare” presso la Galleria “I Pellicani” di Monterotondo (Roma). Nel 2011 “Fotografie” presso l’Istituto di fotografia “Ettore Rolli” a Roma. Nel 2010 “la città di cenere – Vite al margine” presso la galleria-società operaia, Massafra (Ta). Nel 2007 “Arti visive” presso il Castello D’Ayala Valva, Carosino (Ta). Nel 2006 “Storie notturne di donne-La figura della Strega , della Madonna e della Melanconia” presso la galleria Im@n di Massafra (Ta) e nel 2005 “Dissertazioni sull’incisione” presso il Museo dell’Agro Veientano a Formello (Roma).
Hanno scritto di lui critici e giornalisti come Giovanna Dalla Chiesa, Melania Longo, Maria Grazia Rongo, Daniela Fabrizi, Antonio Delli Santi, Graziano Menolascina e Lorenzo Madaro.
Fabio Petrelli vive immerso nell’arte, nello studio, nella ricerca e nell’osservazione. Le collaborazioni con diversi musei e l’attività di stesura di saggi, lo portano incessantemente ad analizzare i nostri aspetti demologici, etnologici, e antropologico-culturali. Petrelli è in grado, con stupefacente capacità, di restituisce, attraverso l’arte, il risultato di questa osservazione. Le sue opere, nate per offrire rappresentazione e messaggio, diventano poi parte integrante di quella cultura che l’artista stesso studia, condizionandola e trasformandola, in un circuito continuo ed eterno, nel quale, “nel bene o nel male” tutto si trasforma e nulla ha termine.

a cura di
Artingout.com
4 giugno 2015 


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